Il sapore della tradizione

“Cos’è la Pitina? Oltre ad essere un salume la Pitina è soprattutto storia. In due accezioni: è storia perché c’è una storia dietro ogni Pitina, una storia lunga quanto la sua filiera, dalla materia prima fino al prodotto finito; ed è storia nel senso che appartiene alla nostra storia, alla nostra tradizione.
Dietro ogni Pitina c’è una storia, che inizia nei pascoli delle nostre valli e che termina in tavola con la polenta e un bicchiere di vino. Ogni singola ‘polpettina’ passa più e più volte tra le mani di chi la produce, non ci sono macchine né robot. Certo, oggi si usano il tritacarne e l’impastatrice, che una volta non esistevano, ma al di là di questi non c’è nessun altro macchinario, ci sono solo le mani dell’artigiano. Se venisse inventato un macchinario in grado di produrre le Pitine in modo automatizzato e in quantità industriale, la Pitina non sarebbe più “la Pitina”, quella della storia, quella artigianale, ma diventerebbe l’ennesimo formato di hamburger da fast-food oppure un salame qualsiasi, sempre uguale e del tutto anonimo. La preparazione, rigorosamente manuale, dà ulteriore valore al prodotto che è pregiato perché raro. È raro perché non si trova sempre: per esempio d’estate, a causa del caldo, la produzione viene sospesa e se i lotti prodotti in primavera si esauriscono, l’appuntamento è a ottobre. Ed è raro perché non si trova dappertutto: è un salume tipico delle nostre valli (Val Tramontina, Val Cellina – provincia di Pordenone), primo Presidio Slow Food del Friuli Venezia Giulia (2000), a cui è stata da poco riconosciuta (luglio 2018) l’Indicazione Geografica Protetta–IGP .
La Pitina fa parte della nostra storia perché questa polpetta di carne ovina o caprina, cosparsa di farina di polenta e poi affumicata, racchiude il nostro passato, è un salume che ci porta indietro nel tempo, in piccole borgate di montagna, che ci parla di emigrazione e di lavoro stagionale per gli uomini e di impegno quotidiano per donne, figli e nonni. In queste minuscole economie povere, le capre e le pecore erano importanti perché non necessitavano di cure particolari né di pascoli estesi, ma garantivano latte, formaggio e i preziosi capretti e agnellini. A quel tempo, la ragion d’essere della Pitina era che non esistevano né i frigoriferi né i congelatori: di conseguenza, quando si macellava una capra o una pecora oppure durante la stagione di caccia – quando la selvaggina abbondava – l’unico metodo di conservazione era quello di fare le Pitine, perché altrimenti la carne si sarebbe guastata nel giro di pochi giorni. La Pitina, invece, essendo affumicata e stagionata, poteva durare per mesi. Al giorno d’oggi, con i moderni sistemi di refrigerazione, la ragione di esistere della Pitina non c’è più. O meglio, è cambiata, non è più la stessa di una volta. Oggi, infatti, qualcuno continua a produrre le Pitine per riscoprire il sapore del passato, per rivivere la tradizione, per ricordare da dove veniamo. “Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente” (Indro Montanelli): è proprio grazie alla forza della consapevolezza del proprio passato che una comunità può guardare con più coraggio al futuro, da affrontare con la saggezza tramandata dalla tradizione”.

Testo della dott.ssa Ada Bier

Che facciate il Trail o meno la pitina vi aspetta comunque!

Conferenza stampa di presentazione

Martedì 2 aprile alle ore 11.30, presso la sala stampa dell’ex provincia di Pordenone si è svolta la conferenza stampa di presentazione della seconda edizione de EUROPEAN MOUNTAIN AND TRAIL RUNNING, THREE LAKES TRAIL – TRAIL DELLE DOLOMITI FRIULANE GARA INDIVIDUALE A CARATTERE INTERNAZIONALE.

A fare gli onori di casa, l’Assessore regionale allo Sport e Cultura Tiziana Gibelli, che ha posto l’attenzione sull’importanza dell’organizzazione di eventi sportivi per la promozione della pratica sportiva, a tutti i livelli, e per la promozione del territorio. Conferma che la regione è vicina alle manifestazioni sportive che si svolgono sul territorio e si augura che anche in questo caso, attraverso le misure contributive del 2019, ci sia la possibilità di sostenere e promuovere manifestazioni sportive di alto livello in territori dove la qualità dell’ambiente ne favoriscono la pratica. Auspica che l’evento raccolga il maggior consenso possibile e la soddisfazione degli atleti partecipanti

Giampaolo Bidoli è intervenuto in rappresentanza dell’associazione organizzatrice dell’evento, l’ASD Polisportiva Valtramontina, portando il saluto del presidente Masutti, ma anche in qualità di presidente dello specifico comitato che si occuperà di promuovere ed organizzare gli europei del 2021; lascia al delegato Tracanelli la facoltà di precisare e spiegare meglio la portata dell’evento. Sottolinea che il Three lakes trail, nella seconda edizione, permetterà di testare un percorso insidioso e molto bello dal punto di vista tecnico e paesaggistico, così come l’intera macchina organizzativa. Illustra nel dettaglio il programma delle iniziative collegate alla gara di domenica 14 aprile. Ci saranno tre serate di approfondimento sui temi della salute e dell’alimentazione nello sport con il dott. Francescutto, poi sarà la volta dello scrittore Luca Vivan che presenterà la sua ultima fatica mentre il sabato prima della gara ci sarà il briefing oltre che alla visone del film del campione Marco Olmo. Dice che le iscrizioni si stanno chiudendo perché s’è quasi raggiunto il limite dei partecipanti e che gli atleti arrivano da Carinzia, Slovenia, Belgio, oltre che dalle provincie di Venezia, Treviso, dal portogruarese e da tutte le provincie del Friuli – Venezia Giulia. Un ottimo risultato.

Al tavolo dei relatori anche il Presidente regionale dell’A.I.C.S (Associazione Italiana Cultura e Sport) Giorgio Mior che si è detto certo che tale manifestazione sarà occasione per atleti, accompagnatori, giudici, organizzatori, componenti della commissione sport di incontrarsi per condividere assieme i nostri valori tra cui l’amicizia, lo spirito di sana e leale competizione a l’amore per la montagna. Lo sport non è solo, anche se giustamente, votato al risultato sportivo in sé, ma vuole essere veicolo per trasmettere, a tutti, quei valori fondanti e fondamentali. Lo sport “sano”, quello praticato con fatica, spirito di sacrificio, senza compensi economici e vissuto nel puro piacere di praticarlo, ha forgiato “grandi uomini” e “grandi animi”; se a queste caratteristiche umane aggiungiamo la fatica della salita e le asperità della montagna ecco che otteniamo la specialità nella quale si misureranno i migliori atleti sulle alture di una parte della Valtramontina

I Sindaci dei comuni dove si svolgerà l’iniziativa sportiva, rispettivamente Giacomo Urban Sindaco del Comune di Tramonti di Sopra e Rosetta Facchin vice Sindaco reggente del Comune di Tramonti di hanno ricordato come le manifestazioni a carattere sportivo stanno riscuotendo sempre maggior successo in termini di promozione del territorio. Sono triplicate le presenze del turismo sportivo, che ai percorsi culturali e di conoscenza del territorio, insieme ad un’offerta enogastronomica di assoluta qualità, offrono a tutti i partecipanti l’opportunità di godere di proposte esperienziali di alto livello. Sono sicuri che i partner del progetto, che hanno grande esperienza e sono già abituati a lavorare in team, grazie alla loro qualità permetteranno di raggiungere obiettivi importanti e molto gratificanti dal punto di vista del ritorno di immagine e della ricaduta economica sul territorio.

Giovanni Tracanelli, membro del Consiglio Tecnico dell’EMA (European Master Athletics) innanzi tutto porta il saluto del Presidente Kurt Kaschke e poi si complimenta con le autorità locali e il Presidente del LOC (Comitato Organizzatore Locale) per aver creduto nell’opportunità di poter ospitare il campionato master di corsa in montagna e trail. Sarà un compito impegnativo, senza dubbio, molto importante e stimolante. Un evento di tale spessore avrà una ricaduta importante in termine di visibilità mediatica e di presenze su tutto il territorio della pedemontana friulana. Il trail che presentiamo oggi sarà quindi il preludio e l’occasione per affinare l’organizzazione tecnica e d’accoglienza per un evento molto più importante: i campionati europei master di corsa in montagna e di trail running. Dopo la candidatura accolta e fatta propria dal Consiglio Federale della Fidal la scorsa settimana è arrivata, dal Council di E.M.A. (European Masters Athletics) riunitosi a Torun (Polonia), la conferma dell’assegnazione dell’organizzazione del Campionato Europeo di Corsa in Montagna e Trail per il 2021. Augura a tutti un buon lavoro e di raccogliere le meritate soddisfazioni.

Ultimi pettorali disponibili

Ci sono ancora SOLO 25 pettorali disponibili prima del raggiungimento della quota di 250 iscritti complessivi.
Un grazie al numero sorprendente di atleti che verranno a visitare la ValTramontina.

Per evitare disguidi, vi consigliamo di contattarci via e-mail prima di effettuare il pagamento.

Aspettando il Trail…

Movimento è salute: l’alimentazione di tutti i giorni e per lo sport” a cura del dott. Ciro Antonio Francescutto
Giovedì 4 aprile 2019, ore 20.30 – Museo dell’arte fabbrile e delle Coltellerie, MANIAGO

Grazie Gilberto

Un grazie a Gilberto Zorat per averci ospitato a CafèTV24… un’anteprima di quanto potrete vivere il 14 aprile, con lo stesso Gilberto come super speaker.

DOVE PASSA IL TRAIL? GENTI, LUOGHI E CURIOSITÀ! – Lago del Ciul

Il Lago del Ciul è una delle mete più frequentate dagli escursionisti. E’ raggiungibile grazie al sentiero che porta anche alla borgata di Frassaneit, da qui c’è la possibilità d’intraprendere un’escursione suggestiva di circa 2 ore e mezza. Una volta raggiunta la diga è possibile prolungare ulteriormente la camminata continuando a costeggiare il lago.
Se poi scendete verso Tramonti di Sopra non potete fare a meno di visitare Borgo Titol, un piccolo borgo diroccato della Val Tramontina. La casa che attualmente viene chiamata Titolo dal nome della famiglia che la abita da tempi abbastanza recenti aveva un altro nome: Urea. Era stata fondata sul versante assolato del colle che sovrasta la località Curs.
Oggi potete trovare un interessante recupero architettonico dell’area.
Tra questi sentieri e il grigio delle pietre saltano all’occhio il verde e l’azzurro delle acque e i mille colori di fiori e farfalle.

Pettorale personalizzato !

Ed ecco a voi in anteprima i pettorali che verranno personalizzati con numero e nome dell’atleta!
Vi ricordiamo che, per motivi organizzativi, solo chi si iscriverà ENTRO IL 2 APRILE avrà la scritta con il proprio nominativo… quindi CORRETE ad iscrivervi!!!

DOVE PASSA IL TRAIL? GENTI, LUOGHI E CURIOSITA’! – Il borgo di Inglagna

Con il toponimo Inglagna si identifica quel tratto della valle dell’omonimo torrente caratterizzata da quattro distinte borgate.
Inglagna, nonostante la rilevanza edilizia delle quattro borgate, non è mai riuscita a dare, di sé, l’immagine di un villaggio compatto. Si tratta di una valle ombreggiata e nello stesso tempo dotata di un raro e ampio fondovalle fertile, tra le prima zone del bacino idrografico del Silisia a essere colonizzate.
Come non passare da queste parti e tuffarsi nelle acque cristalline e ripartire di corsa rigenerati?

DOVE PASSA IL TRAIL? GENTI, LUOGHI E CURIOSITA’! – Selva

Selva, i documenti settecenteschi ci mostrano un nucleo abbastanza complesso di edifici riconducibili alla famiglia dei Rugo probabilmente insediata a Selva nella seconda metà del Seicento. Si trattava di un agglomerato di edifici che aveva la forma di un piccolo villaggio. Complessivamente nel borgo venivano registrate sette abitazioni, delle quali due in rovina, nessuna di queste era in proprietà ai Rugo. Tutte le altre proprietà erano in mano a due delle famiglie più ricche e potenti della vallata: gli Zatti e i Nevodin.
Con il Trail puoi guardare questi luoghi dall’alto correndo semplicemente ad un passo da cielo!